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A Trapani "Il romanzo della corruzione". L'arresto di Fazio e Morace tra Rolex e lavoro…

Più che un’indagine, “Mare Monstrum” è “Il romanzo della corruzione”, così l’ha definito il procuratore aggiunto di Palermo, Dino Petralia.  L’operazione, che ha sconvolto la città di Trapani (potete leggere qui) ma anche il mondo politico regionale e nazionale, ha come protagonisti, il candidato sindaco di Trapani alle elezioni dell’11 giugno Mimmo Fazio, l’imprenditore Ettore Morace, politici e funzionari pubblici.

Due Rolex, l’utilizzo di una Mercedes, posti di lavoro nell’impresa marittima e il pagamento di centomila euro, sono queste le contropartite per l’ottenimento, da parte della Liberty Lines, la compagnia di navigazione di Ettore Morace finito in manette, di un risparmio di circa 7 milioni di euro grazie alla riduzione dell’Iva sui trasporti marittimi dal 10% al 4% e, soprattutto, le sovracompensazioni della Regione Sicilia che ammontano a circa 60 milioni di euro. E’ questo il quadro delineato dagli inquirenti con l’operazione che ha portato agli arresti domiciliari per Fazio, lo stesso Ettore Morace, proprietario della Liberty Lines, leader nel trasporto marittimo in Sicilia per i collegamenti con le isole minori, rinchiuso nel carcere palermitano di Pagliarelli e Giuseppe Montalto, funzionario regionale anche lui agli arresti domiciliari.

GLI INDAGATI L’operazione dei comandi provinciali dei carabinieri di Palermo e Trapani, coordinata dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Dino Petralia e dai sostituti Luca Battinieri e Francesco Gualtieri, vede tra gli indagati anche il presidente della Regione Crocetta, accusato di concorso in corruzione,  il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture Simona Vicari, è lei la destinataria di uno dei due Rolex regalati da Morace, l’altro è per Marcello Di Caterina, anch’egli indagato, collaboratore della Vicari ed ex collaboratore dell’ex ministro Maurizio Lupi. Con l’interessamento della Vicari, si è concretizzata· la presentazione e l’approvazione di un emendamento alla legge di stabilità dello Stato con il quale, come dicevamo, è stata ridotta l’imposta dell’Iva dal 10% al 4% per i trasporti su navi veloci, ciò ha causato un ammanco nelle casse dello Stato di circa 7 milioni di euro  a tutto vantaggio di Liberty Lines.

Sotto inchiesta sono finiti anche l’ex deputato regionale Marianna Caronia che avrebbe ricevuto da Morace una super liquidazione dalla ex Siremar, acquistata da Morace e della quale la Caronia era dipendente.

FAZIO – Per quanto riguarda la posizione di Mimmo Fazio (qui potete leggere un nostro approfondimento), il procuratore Lo Voi parla di uno stabile e continuativo “asservimento” nei confronti del Morace, con l’interessamento del deputato, tra le altre cose, per bloccare la nomina di Giuseppe Prestigiacomo quale consulente all’Ars per il trasporto marittimo non gradito a Morace. Fazio in cambio avrebbe ottenuto l’assunzione di alcune persone presso la Liberty Lines, l’uso di una Mercedes e l’utilizzo di biglietti gratis per gli aliscafi.

MONTALTO – Collettore e finalizzatore delle richieste di Morace era il funzionario Regionale Giuseppe Montalto che in cambio della sua attività di intermediatore avrebbe ottenuto una somma complessiva di centomila euro, ma anche l’assunzione di un amico giornalista nella società di navigazione.

SEVERINO – Tra gli indagati c’è anche Salvatrice Severino, funzionaria del dipartimento Infrastrutture che si sarebbe interessata per far risolvere il contenzioso che Morace aveva con l’amministrazione regionale favorendolo nel predisporre il bando del 2014. La figlia della Severino all’epoca lavorava alla Ustica Lines.

L’indagine, durata 10 mesi, che continuerà con l’invio degli sviluppi alle procure competenti di Trapani, Napoli, Livorno, Roma, e Messina, oltre che Palermo, ha avuto inizio grazie ad un cittadino, funzionario pubblico, che ha avuto il coraggio di essere onesto, ha sottolineato ieri in conferenza stampa il comandante provinciale dei carabinieri di Palermo Di Stasio.

GRUPPO FRANZA – In un filone della stessa indagine entra il Gruppo Franza che del Morace a volte è concorrente, a volte è socio. Alcuni soggetti del Gruppo si sono mossi per creare un danno alle società di Morace. Nell’indagine c’è il coinvolgimento del carabiniere del Ros Orazio Gisabella che avrebbe fatto assumere la figlia in una società dei Franza e in cambio avrebbe presentato un esposto su presunti illeciti della famiglia Morace e la Liberty Lines. Il carabiniere, inoltre, si sarebbe attivato per un’azione di dossieraggio nei confronti della famiglia Morace.

DIMISSIONI VICARI – Il sottosegretario ai Trasporti del Governo Gentiloni, Simona Vicari, ieri pomeriggio dopo una telefonata con il ministro Delrio ha rassegnato le sue dimissioni: “Poichè la mia permanenza nell’incarico di sottosegretario al Mit comporterebbe di affrontare quotidianamente una materia per la quale sono oggi sottoposta ad indagine, al fine di garantire a me e al mondo che è maggiormente interessato al trasporto marittimo e a tutto il governo che ho avuto l’onore di rappresentare, una maggiore serenità, ritengo opportuno rassegnare le mie dimissioni che mi consentiranno di meglio rappresentare all’autorità giudiziaria tutte le ragioni per le quali sono assolutamente estranea a quanto contestato. In quella sede farò chiarezza anche del regalo ricevuto da Morace che nulla ha a che vedere con il ruolo di Sottosegretario e l’impegno da me profuso per il riordino dell’intero settore. Sono assolutamente tranquilla e certa della liceità della mia azione essendomi, della vicenda, interessata nel pieno adempimento delle deleghe che mi erano state conferite e nella pienezza del ruolo di parlamentare che rivesto e questo per venire incontro alle esigenze dell’intero comparto marittimo. Se il signor Morace ne beneficerà ciò avverrà al pari di tutti i suoi colleghi che operano nel settore e senza alcun privilegio personale“.

 CROCETTA – “Mi si dice che sarei salito in barca con Morace, circostanza non vera. Non sono mai stato su una barca privata e tanto meno su quella di Morace. Se poi l’accusa è di aver favorito la sua compagnia di navigazione posso dimostrare con i fatti che non è assolutamente così” dice all’AdnKronos è il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. Il governatore sarebbe accusato di concorso in corruzione.

Intanto a Trapani non si sa cosa accadrà sul fronte delle elezioni. Con i due candidati principali, D’Alì da un lato, colpito da un provvedimento di sorveglianza speciale, e Fazio, addirittura agli arresti domiciliari, molti chiedono il rinvio delle elezioni.

 


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