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Marsa Allah “Porto di Dio”

Marsa Allah “Porto di Dio”

Ricoperta di onori ma sempre al centro delle guerre espansionistiche di Roma, Marsala decadde insieme all’impero, fu devastata dai vandali ( sec. VI ) e rifiorì a nuovo splendore sotto la dominazione degli Arabi che ne cambiarono il nome
in Marsa Ali ( porto di Ali ). La città si arricchì allora di raffinati palazzi e moschee, purtroppo andati completamente distrutti. La grandezza storico-artistica di Marsala risiede proprio nel fatto che le sue terre furono attraversate da diverse popolazioni e culture, ognuna delle quali ha lasciato i suoi segni nell’arte e nelle tradizioni locali. Se niente è rimasto dell’architettura di quel periodo, è anche vero che le tracce della dominazione araba si ritrovano in alcuni piatti tipici, come il cous cous, la cubbaita e gli sfinci, nella toponomastica e in numerose parole dialettali. Fu poi la volta di Normanni, Svevi, Angioini. Nel 1282, anno dei Vespri Siciliani,
la popolazione si ribellò al duro governo dei francesi e passò sotto le mani degli Aragonesi. La dominazione spagnola rappresenta il periodo più difficile della storia della città, lasciata ad una lenta decadenza, dilaniata dai banditi e dalle incursioni dei pirati. Alla seconda metà del ‘500 risale la costruzione del quartiere militare, in Via Garibaldi, oggi sede di alcuni uffici comunali. E’ anche vero però che, nel 1500, Marsala appariva come un centro dotato di una fiorente attività economica fondata sulla cerealicoltura, l’allevamento e la produzione del sale per il quale furono costruiti gli impianti tutt’ora funzionanti nella zona dello Stagnone.
Il vino rimase invece un’attività riservata al fabbisogno locale fino al 1700, quando i mercanti inglesi lo resero famoso in tutto il mondo.